Notizie recenti

| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
Home Inchieste Interviste Nigeria, tragedia a Natale: due gemellini muoiono dopo i vaccini, papà Samuel racconta

Nigeria, tragedia a Natale: due gemellini muoiono dopo i vaccini, papà Samuel racconta

image_printStampa

Quello che vi racconteremo nelle prossime righe è una storia straziante e, anche se è accaduta dall’altra parte del mondo, merita di essere condivisa e messa a conoscenza di tutti coloro che quotidianamente continuano a pensare che i vaccini non abbiano alcun effetto collaterale o rischio. Un giovane papà di appena 30 anni proveniente da Lagos, in Nigeria, Samuel Aloize, con cui ho avuto modo di parlare in queste ore, mi ha raccontato il dramma che ha colpito la sua famiglia poche settimane fa.

L’uomo era diventato papà da 9 mesi di due bellissimi gemellini sani e pieni di vita. I bambini Testimony e Timothy, racconta il papà, non avevano nessun problema di salute e, durante le precedenti vaccinazioni effettuate regolarmente nel distretto sanitario locale – come mostrato dal certificato vaccinale mostrato da Samuel – non avevano mai avuto alcun tipo di disturbo o sintomo che potesse far presagire una tale disgrazia. La vicenda, che ha colpito profondamente l’intera comunità in cui vivevano i bambini, solleva interrogativi che non possono essere liquidati con superficialità.

La mattina del 25 dicembre 2025, a circa 24 ore dopo aver ricevuto le vaccinazioni, entrambi i gemellini sono stati trovati morti. Il papà Samuel racconta che il giorno precedente, prima di recarsi al centro vaccinale, i bambini godevano di ottima salute. Immediatamente dopo le iniezioni, entrambi hanno iniziato ad avere la febbre e le condizioni di salute sono precipitate rapidamente: faticavano a mangiare, a giocare e a restare svegli, mostrando improvvisamente debolezza e letargia.

I genitori, allarmati, si sono rivolti al centro che aveva somministrato le vaccinazioni e hanno seguito scrupolosamente le indicazioni fornite: somministrare paracetamolo in caso di febbre alta e bagnare i bambini con acqua fredda. Nonostante questi accorgimenti, nel giro di poche ore i bambini hanno perso la vita, lasciando la famiglia nella disperazione e nel dolore, senza una risposta chiara su quanto realmente accaduto.

Samuel racconta inoltre che, dopo le vaccinazioni – tre diverse iniezioni somministrate a mani e gambe dei piccoli – l’infermiera ha somministrato senza autorizzazione né menzione sul libretto pediatrico una pastiglia “vermifuga”. Sempre secondo il padre, subito dopo la somministrazione, i gemelli hanno manifestato una grave reazione cutanea, descritta come orticaria, accompagnata da ipertermia e rapido peggioramento delle condizioni generali. L’infermiera avrebbe dichiarato che si trattava di una “intossicazione alimentare”, ma i genitori non ne sono convinti, certi dello stato di salute dei loro figli.

Il percorso che la famiglia si trova ad affrontare è complesso e costoso, soprattutto in un contesto come quello nigeriano, dove l’accesso alla tutela legale e alle indagini indipendenti non è sempre garantito. Samuel, attraverso video pubblicati sui social, ha chiesto sostegno legale e pubblico, dichiarando:

«Non posso permettermi di perseguire la giustizia da solo, e ho anche paura di non ottenere giustizia. Ho bisogno di giustizia per loro».

Al momento, il Ministero della Salute dello Stato di Lagos e il Consiglio per l’Assistenza Sanitaria Primaria non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’incidente né reso pubblici i risultati dell’autopsia.

Ho avuto modo di parlare direttamente con Samuel, avvalendomi di un traduttore, per comprendere meglio la sua storia e il contesto in cui si è verificata la tragedia. Il suo racconto è quello di un padre devastato, ma determinato a non lasciare che tutto finisca nel silenzio. La sua voce è ferma, anche se attraversata dal dolore di chi ha perso due figli nello stesso giorno, nel giorno di Natale.

La mia attenzione verso questa vicenda nasce anche da un’esperienza personale che mi ha resa particolarmente sensibile ai temi legati agli eventi avversi, alle difficoltà nel far riconoscere i propri diritti e alla sensazione di solitudine che spesso accompagna chi cerca risposte nel sistema sanitario e istituzionale. È una sensibilità che non vuole trasformarsi in giudizio, ma in ascolto e responsabilità.

Per questo motivo, è stata avviata una raccolta fondi con l’obiettivo di sostenere Samuel Alozie nelle spese necessarie ad affrontare il percorso legale e amministrativo. Non si tratta di finanziare polemiche o accuse preventive, ma di permettere a un padre di avere gli strumenti per andare fino in fondo, per ottenere chiarezza, per far valere il diritto fondamentale alla verità.

In molti casi simili, le famiglie si trovano schiacciate tra il dolore del lutto e l’impossibilità economica di proseguire le indagini. Senza supporto, il rischio è che tutto si fermi, che le domande restino tali e che nessuna lezione venga appresa. Sostenere Samuel significa anche contribuire a un principio più ampio: nessuna famiglia dovrebbe essere lasciata sola quando chiede spiegazioni sulla morte dei propri figli.

Nulla potrà restituire Timothy e Testimony ai loro genitori. Nessun esito giudiziario potrà cancellare l’assenza, il vuoto, il trauma. Ma la giustizia, quando è possibile, può almeno restituire dignità, riconoscimento e la certezza di non essere stati ignorati.

In un’epoca in cui il dibattito sulla sanità è spesso polarizzato, questa storia merita uno spazio che vada oltre le contrapposizioni. Merita rispetto, cautela e umanità. Merita che si possa parlare di dolore senza strumentalizzazioni, e di verità senza paura.

Chi lo desidera può contribuire alla raccolta fondi avviata per sostenere Samuel Alozie in questo difficile percorso sulla piattaforma estera. È un gesto che non pretende risposte immediate, ma che offre un aiuto concreto a un padre che chiede solo di non essere lasciato solo mentre cerca giustizia per i suoi figli.

Ingrid Busonera

Link utili:

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità