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Dopo la puntura, l’inferno: la voce di Fiona e i danni oscurati della vaccinazione coercitiva

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Un grido ignorato tra pronto soccorso e diagnosi negate e una vita distrutta dopo due dosi.

Nel cuore di una narrazione globale sulla “sicurezza” dei vaccini anti-Covid, emergono storie ignorate, coperte da coltri di silenzio e protocolli inamovibili. Fiona, ex dog walker australiana, giovane e in piena salute, si ritrova oggi prigioniera di un corpo devastato. Due dosi del vaccino Moderna, somministrate in quello che lei descrive come un contesto coercitivo e poco trasparente, hanno innescato una spirale di malattie gravi e invalidanti. Nessun risarcimento. Nessuna cura efficace. Solo una lunga odissea clinica fatta di ricoveri, sintomi devastanti, e una comunità medica che ancora “non sa abbastanza”.

Fiona Cardinaletti

Abbiamo deciso di dare voce a Fiona Cardinaletti dall’Australia in un’intervista diretta, cruda, senza filtri. Perché la salute non dovrebbe mai essere sacrificata in nome della fretta o del profitto.

Fiona, prima della vaccinazione, qual era la tua condizione di salute?

Ero in perfetta salute. Gestivo una piccola attività di dog walking, camminavo per chilometri ogni giorno. Nessun problema. Poi… tutto è cambiato.

Quando hai ricevuto la prima dose? E cosa hai provato dopo?

Il 7 ottobre 2020. La mattina dopo ho sentito dolori lancinanti in tutto il corpo. Il farmacista ha minimizzato: “Nessun altro si è lamentato”. Ma io non riuscivo nemmeno a stare in piedi. Dopo una settimana di dolore continuo, mi ha anche licenziata. Da quel momento è cominciato l’incubo.

Hai ricevuto anche una seconda dose?

Sì, il 10 novembre 2021. Lo stesso farmacista. Entro otto ore ero paralizzata dal dolore. Non capivo cosa mi stesse succedendo. L’infermiera della linea Covid mi disse: “È una reazione al vaccino”. Ma nessuno ha fatto nulla. Tre settimane di inferno prima di arrivare al pronto soccorso.

Quante volte sei stata in ospedale?

Credo tra le 22 e le 23 volte. Poi un ricovero lungo 8 giorni. Faccio fatica a camminare, ho dolori ovunque, ritenzione urinaria, debolezza. Ho perso ogni autonomia.

Quali diagnosi ti sono state fatte?

Troppe, purtroppo. MCAS (Sindrome da Attivazione dei Mastociti), POTS, OI, probabile SFN (neuropatia delle piccole fibre), gastroparesi, CFS/ME grave, disfunzione autonomica, acalasia esofagea, visione sdoppiata, cuore ingrossato, metaplasia intestinale (cellule precancerose), danni neurologici e autoimmunità. Ogni sistema del mio corpo è stato colpito.

Hai ricevuto cure efficaci?

No. In Australia non esiste una cura ufficiale per queste reazioni. I medici brancolano nel buio. Dicono che “non ci sono abbastanza dati”. Ma noi siamo i dati. E siamo stati abbandonati.

Qual è stata la reazione delle istituzioni sanitarie?

Negazione. Nessun riconoscimento ufficiale, nessun supporto psicologico, nessuna indagine seria. Solo sintomi “incomprensibili” e farmaci sintomatici. Ma noi sappiamo cosa ci è successo.

Hai cercato strade alternative?

Sì, grazie alla comunità internazionale. Erbe antinfiammatorie, alimenti a basso contenuto di istamina, famotidina per la POTS, integratori come curcuma, zenzero e natto. E ho scoperto un progetto guidato da Angela Rhoden che usa l’intelligenza artificiale per personalizzare trattamenti naturali. Ma è tutto “fai da te”. I governi? Assenti.

C’è un messaggio che vuoi lanciare a chi ancora oggi si fida ciecamente della narrazione ufficiale?

Ascoltate chi ha sofferto. Non ignorate i sintomi. Non lasciate che vi dicano che è “nella vostra testa”. Pretendete trasparenza, cure e verità. Non siamo “danni collaterali”. Siamo esseri umani. E qualcuno deve risponderne.

Quella di Fiona non è un caso isolato. È una delle tante testimonianze sommerse sotto la retorica di massa e che QuotidianoWeb con la rubrica: “Fuori dal Silenzio” sta facendo emergere, sia dall’Italia, ma raccogliendo anche testimonianze che arrivano da altri Paesi del mondo. Persone sane ridotte a relitti umani da una campagna vaccinale che ha dimenticato l’etica in nome dell’emergenza. Nessuna cura, nessuna responsabilità, nessuna voce. Oggi quella voce si alza. E chiede giustizia.

Perché dietro ogni numero, c’è un corpo. E un dolore che non si può silenziare.

Solo condividendo la verità potremo costruire un sistema sanitario realmente umano.

Ingrid Busonera

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

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