La guerra all’IRAN è sempre più un conflitto regionale e con esso il rischio è anche il blocco di Suez.
Il mercato non cede oltre certi limiti e i margini commerciali per i grandi traders e sul disponibile si ampliano a causa dell’incertezza. Per prudenza si attuano ricoperture con ipotesi di rischi diversi da quelli commerciali.
Riportiamo alcuni stralci di un articolo di Morning Forex: “L’ultimo fine settimana di marzo ha segnato il primo mese di scontri mettendo a segno un’altra escalation militare che ha rimesso in dubbio, secondo alcuni analisti, i propositi di de-escalation a cui Trump aveva dato credito con la proroga della tregua sino al 6 aprile. Nel fine settimana sono ripresi i bombardamenti ai siti militari iraniani con l’obiettivo di depotenziare la forza bellica del nemico e distruggere i siti nucleari. Differenza di quanto in precedenza dichiarato dall’America sono ripresi i raid sulle infrastrutture energetiche iraniane. Le ritorsioni iraniane non si sono fatte attendere, ma soprattutto il week-end ha visto la discesa in campo a fianco dell’Iran dei ribelli Houthi dello Yemen che, come si è visto in precedenti episodi di tensione internazionale, hanno riportato in alto il rischio del blocco del Mar Rosso. Altra eventualità che sarebbe distruttiva per il commercio mondiale non solo di idrocarburi, ma anche beni, manufatti e ogni altra commodity che transita per Suez diretta in Europa. Uno scenario di questo tipo metterebbe in crisi i commerci più di quanto lo siano già, inoltre sarebbe un nuovo danno per le “pipeline” che portano direttamente il greggio sulla costa araba del Mar Rosso ampliando ulteriormente il conflitto che sta assumendo sempre più una dimensione regionale.” Gli analisti osservano che uno scenario che coinvolge anche il Mar Rosso avrebbe ripercussioni anche in Egitto poiché gli introiti dal passaggio del Canale di Suez sono uno dei 4 pilastri su cui si regge l’economia egiziana e che trova nel turismo un altro pilastro, anch’esso però ormai in sofferenza a causa dell’instabilità della regione.
Come scrivono alcuni analisti politici il picco dell’incertezza e della tensione non è ancora stato raggiunto. L’invasione di truppe americane sul suolo iraniano è considerata un’operazione altamente rischiosa e in ogni caso le indicazioni paventano attacchi mirati a obiettivi specifici. Secondo gli analisti militari le forze in campo sarebbero 50.000 marines contro 500.000 pasdaran (+300.000 riservisti).
QUINDI ATTENZIONE A TRE FATTORI: cambio €/$ – mar rosso/suez – guerra terrestre.
Tutto ciò porta a maggior incertezza. L’incertezza sta diventando la nuova normalità!
Indici Internazionali al 30 marzo 2026
L’indice dei noli b.d.y. è salito a 2.031 punti, il petrolio wti è salito a circa 100$ al barile, il cambio €/$ gira a 1,14889 ore 11,30 e così continua la debolezza dell’euro.

Mario Boggini e Virgilio
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

