Proseguiamo la nostra serie di interviste nel mondo delle discipline olistiche con Gianluca Pirro, operatore olistico con oltre trent’anni di esperienza. In questo articolo, ci concentriamo sul ruolo del sistema nervoso autonomo, approfondendo come disturbi come POTS, disautonomia o tachicardia possano essere gestiti attraverso un approccio integrato che unisce biohacking, meditazione, tecniche di respirazione e micoterapia. Gianluca ci guida attraverso le strategie pratiche per riequilibrare il sistema nervoso e migliorare il benessere complessivo dei suoi clienti.

Qual è il ruolo del sistema nervoso nelle condizioni croniche?
Molte persone con sindromi croniche presentano alterazioni del sistema nervoso autonomo, con iperattivazione simpatica che porta a sintomi come tachicardia, POTS o malessere post-esercizio. È un aspetto spesso sottovalutato perché non sempre visibile nei test tradizionali, ma influenza profondamente l’equilibrio generale dell’organismo. Ristabilire un equilibrio tra simpatico e parasimpatico è essenziale per migliorare qualità del sonno, digestione, energia e risposta immunitaria.
Quali strumenti utilizzi per riequilibrare il sistema nervoso?
Utilizzo un insieme di tecniche di biohacking e pratiche olistiche. Tra le più efficaci ci sono:
- Tecniche respiratorie, come respirazione di coerenza cardiaca, respirazione quadrata e respirazione Wim Hof, che modulano il tono del sistema nervoso.
- Meditazioni specifiche, tra cui TNAS e meditazione trascendentale, per calmare la mente.
- Neuromodulatori, come Sensate, Pulsetto o Nurosym, che stimolano il nervo vago e favoriscono un equilibrio simpatico/parasimpatico.
Questi strumenti non sostituiscono la medicina convenzionale, ma forniscono un supporto concreto, aiutando la persona a migliorare reattività, resilienza e recupero post-sforzo.
Qual è il ruolo degli interventi naturali e integrativi?
Il sistema nervoso può essere sostenuto anche attraverso micoterapia e fitogemmoterapia, che agiscono in modo modulante sul sistema immunitario e sulle risposte fisiologiche. Alcuni funghi medicinali, ad esempio, riducono lo stress ossidativo o una infiammazione cronica di basso grado.
Inoltre, interventi sullo stile di vita, come alimentazione corretta, sonno di qualità e riduzione dello stress, potenziano l’efficacia delle tecniche di respirazione e neuromodulazione. L’insieme di queste pratiche crea un quadro integrato che permette di affrontare la disautonomia in maniera completa.
Quali risultati osservi nei soggetti che seguono questi percorsi?
I risultati ci sono soprattutto nelle persone disposte a impegnarsi attivamente. Chi segue costantemente le pratiche di respirazione, meditazione, biohacking e supporto naturale osserva:
- Miglioramento della stabilità cardiovascolare e riduzione di tachicardia e POTS.
- Maggiore energia e resistenza allo sforzo.
- Migliore qualità del sonno e maggiore equilibrio emotivo.
L’elemento chiave è la costanza e l’approccio organico: interventi isolati, senza modifiche dello stile di vita, raramente producono benefici significativi.
Quali discipline olistiche consiglieresti a chi vuole avvicinarsi al riequilibrio del sistema nervoso?
Consiglio di iniziare con pratiche accessibili e quotidiane, come respirazione consapevole, meditazione e tecniche di rilassamento. Per chi desidera approfondire, i percorsi di neuromodulazione e test kinesiologici permettono di personalizzare ulteriormente gli interventi.
L’obiettivo non è eliminare i sintomi in maniera immediata, ma ricreare condizioni favorevoliaffinché il sistema nervoso possa autoregolarsi in modo naturale.
Ingrid Busonera
Foto copertina: immagine generata dall’AI

