Santa Brigida di Svezia è vissuta tra il 1302 (o 1303) e il 1373, era per nascita e formazione una nobile principessa svedese. Ma fin dall’infanzia ebbe grazie spirituali da Dio, come visioni e apparizioni. Il suo ruolo sociale fu però fissato dalla famiglia, secondo il rango e i canoni dell’epoca, ed ella fu dunque destinata al matrimonio. La scelta fu felice, perché le toccò in sorte un uomo santo, Ulf Gudmarsson, da cui ebbe otto figli.
Da principessa il suo servizio era anche a corte, come consigliera della regina Bianca di Namur. Dopo la morte del marito, nel 1344, Brigida poté dedicarsi ancor più alla spiritualità e si consacrò. Con diversi suoi figli fece pure un viaggio in Terrasanta, poi venne in Italia, e si fermò a Napoli, abitando in una casa, poi nei secoli trasformata in chiesa a lei dedicata, nella via oggi omonima, in pieno centro. Poi visse a Roma, ove infine morì, dopo aver fondato un ordine religioso ancora oggi presente, di cui fece parte anche sua figlia Cristina, anch’essa poi proclamata Santa. Nel frattempo, continuavano apparizioni e rivelazioni, oltre alla sua attività politica, da sempre mirante, prima come membro della corte svedese, poi come mistica, alla pace tra i popoli europei, al ritorno del Papa a Roma dalla cattività avignonese (la stessa battaglia spirituale dell’altra grande Santa a lei contemporanea, ovvero Caterina da Siena), al rinnovamento della Chiesa e dei singoli.
La monarchia francese, sia detto per inciso, che aveva posto il suo controllo sulla Chiesa, si trovò presto a mal partito, invasa e conquistata dagli Inglesi, nella Guerra dei Cent’anni, salvata poi per misericordia, ma dopo quasi un secolo, dall’intervento provvidenziale di Santa Giovanna d’Arco, inviata dal Signore.
Tornando a S. Brigida, ella è stata quindi un dono di Dio per la riforma della Chiesa e dell’umanità, non solo quella del suo tempo. Le sue “Rivelazioni”, raccolte e pubblicate dal suo confessore, sono tuttora illuminanti.
A quel tempo in Europa, ma soprattutto in Italia ove Brigida visse, erano già avviati due processi di lunga durata (secondo la terminologia delle Annales ), che sono tuttora in corso: lo sviluppo del capitalismo, con il connesso fluire del denaro, e la secolarizzazione, di gente vieppiù benestante e, per quanto può, gaudente.
Già a San Francesco d’Assisi (1181/1182-1226), figlio di un ricco mercante-imprenditore,più di un secolo prima, Gesù aveva detto:
“Va’ e ripara la mia Casa [la Chiesa, ndr], che come vedi va in rovina”.
“L’uomo nella prosperità non comprende – dice un Salmo – è come gli animali che periscono”.
Brigida, fatta Santa nel 1391, la Chiesa poi l’ha proclamata, con il papa San Giovanni Paolo II, anche Com-Patrona d’Europa, insieme a San Benedetto (480-547), ricostruttore spirituale e materiale del nostro continente, dopo il crollo dell’Impero Romano, e con Edith Stein (1891-1942), la filosofa di origine ebrea, poi divenuta carmelitana di clausura (suor Teresa Benedetta della Croce) e uccisa dai nazisti ad Auschwitz.
Su Brigida ha scritto il grande Papa polacco:
“L’intima unione con Cristo fu infatti accompagnata da speciali carismi di rivelazione… In Brigida si avverte la forza della profezia… Ella parla con sicurezza a prìncipi e pontefici, svelando i disegni di Dio sugli avvenimenti storici. Non risparmia ammonizioni severe anche in tema di riforma morale del popolo cristiano e dello stesso clero”…
…Indicandola come Compatrona d’Europa, intendo fa sì che la sentano vicina non soltanto coloro che hanno ricevuto la vocazione ad una vita di speciale consacrazione, ma anche coloro che sono chiamati alle ordinarie occupazioni della vita laicale nel mondo e soprattutto all’alta e impegnativa vocazione di formare una famiglia cristiana”
(S. Giovanni Paolo II, Lettera apostolica “Spes aedificandi”, 1° ottobre 1999, n.5; n.4).
Eh, sì, perché le rivelazioni cristiane, e questo risulta pure da quelle a S. Brigida, mostrano che responsabili dell’andamento storico complessivo, felice o nefasto, sono proprio tutti, non solo i leaders, politici e non, ma anche i singoli, con le loro scelte private. La scelta per tutti è tra la virtù e il peccato, come Cristo li intende e li spiega.
Fondamentale è dunque il ruolo della Chiesa, Mater et Magistra, fondata da Cristo come Sacramento, cioè strumento, di salvezza per l’umanità, in quanto dotata dei mezzi per liberare da quel veleno, foriero di disgrazie, che è il peccato. Ma tale ruolo deve essere ben svolto, secondo le direttive del Divino Fondatore. Il che non è sempre stato, e pure oggi, in un mondo profondamente secolarizzato dalle élites al potere, che impongono modelli culturali anticristiani.
Ci soccorrono allora le divine rivelazioni, pure quelle date in grande copia a Santa Brigida, di cui leggiamo alcuni stralci, rimandando per gli altri, pur tanto importanti, al testo da cui sono tratti.
Rivelazioni, cap. 1.
Gesù Cristo a Brigida:
“Io sono il Creatore del cielo e della terra, uno, per la divinità, con il Padre e con lo Spirito Santo. Io sono colui che parlava per bocca dei profeti…
Il mio corpo purissimo poi io ho voluto crocifisso e lacerato dalla punta dei piedi fino al capo, per i peccati di tutti. E questo stesso corpo ogni giorno è immolato ora sull’altare, affinché tanto più mi amasse l’uomo e più spesso ricordasse i miei benefici.
Ma adesso io sono del tutto dimenticato e trascurato e disprezzato e come un re scacciato dal suo regno. Al suo posto è stato eletto e onorato un pessimo ladrone. E io volli nell’uomo il mio regno, per doverne essere re e signore di diritto, perché io l’ho creato e redento.
Ma ora egli ha infranto e profanato la fede a me promessa nel Battesimo [attraverso i genitori, che s’impegnano a un’educazione cristiana, ndr], ha violato e disprezzato le mie leggi, da me a lui proposte. Ama la propria volontà e aborre dall’ascoltare me. Più ancora, a me preferisce quel pessimo ladrone che è il diavolo e a lui si è affidato. E davvero egli è un ladrone perché se ne prende l’anima, da me redenta col sangue mio, suggerendogli il male e promettendogli il falso… Ma siccome l’uomo, dotato di libero arbitrio, liberamente acconsente al diavolo, disprezzando i miei comandamenti, così è giusto che l’uomo provi la tirannìa del diavolo.
Perché lo stesso diavolo, da me creato buono, ma caduto per sua cattiva volontà, è come mio servo per vendicare il male. Sebbene così disprezzato, io sono tuttavia così misericordioso, che perdono, a quelli che si umiliano, tutto quello che hanno fatto e li libererò dall’iniquo ladrone. Quelli poi che si ostineranno a disprezzarmi, li tratterò con giustizia, sicché sperimentando diranno: 《Guai a noi, perché abbiamo provato l’ira di Dio!》…
Rivelazioni, cap. 5.
Gesù a Santa Brigida:
“Io sono il creatore di tutte le cose. Io il Re della gloria e il Signore degli angeli. Io ho costruito per me un nobile castello e vi ho posto i miei eletti. Ne scavarono le fondamenta i miei nemici e intanto prevalsero contro i miei amici…
Il castello, di cui ti ho detto, è la stessa santa Chiesa, costruita con il sangue mio e dei miei santi, cementata con il cemento della mia carità; in essa posi i miei eletti e amici. Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giudice giusto. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice, che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora di più i giusti. Ma io sono Giudice giusto e misericordioso, sicché non lascerò impunito neppure il minimo dei peccati, né senza ricompensa il minimo bene. Attraverso il muro scavato sono entrati nella Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano la mia giustizia, tormentano gli amici miei… Per gli stessi amici miei non c’è infatti gaudio e consolazione. Ma ogni obbrobrio e ogni dolore è dato a loro, come se fossero demoni. Se di me dicono il vero, sono confutati ed accusati di menzogna. Desiderano ardentemente ascoltare e dire cose rette, ma non c’è chi li ascolti o chi le dica loro.
Io stesso, il Signore è il Creatore, sono bestemmiato. Dicono infatti: 《Non sappiamo se c’è Dio. E se c’è, non ce ne importa》. Abbattono e conculcano [nascondono, ndr] il mio vessillo [la croce; vedi ad es. pure gli attentati odierni ai simboli cristiani e la loro espulsione dai luoghi pubblici, ndr], dicendo: 《Perché ha patito? A che ci giova? Che dia a noi la nostra volontà e ci basta ed egli si tenga pure il suo regno e il suo cielo》. Io voglio pure essere in loro, ma essi dicono: 《Piuttosto moriamo, prima di lasciare la nostra volontà》.
Ecco, mia sposa [Brigida, ormai suora, ndr], chi sono. Io li ho creati e con una sola parola potrei distruggerli. Come si inorgogliscono contro di me! Ma ora, per le preghiere della Madre mia e di tutti i santi, sono ancora così misericordioso e paziente che voglio far arrivare a loro le parole che uscirono dalla mia bocca e offrire loro la mia misericordia. Se la vorranno avere, mi placherò; altrimenti sperimenteranno la mia giustizia, in modo che saranno, come ladri, confusi pubblicamente davanti agli angeli e agli uomini e saranno giudicato dagli uomini. Infatti, come coloro che sono appesi alla forca sono divorati dai corvi, così costoro saranno divorati dai demoni e non consumati. Come coloro che, costretti al palo, non trovano pace, così questi soffriranno dovunque dolori e amarezze…
Ma gli amici miei saranno salvati e saranno consolati con le parole che escono dalla mia bocca. Vedranno la mia giustizia con la misericordia. Li rivestirò delle armi della mia carità e li farò così forti, che i nemici cadranno come argilla. E, vedendo, arrossiranno di vergogna perpetua, avendo abusato della mia pazienza”.
(Testi tratti da
“Ciò che disse Dio a Santa Brigida. Le rivelazioni”, antologia con prefazione del cardinale Camillo Ruini, Edizioni San Paolo, 2002).
Gesù ha confermato, anche successivamente a queste rivelazioni, attraverso Santi e mistici, quale sia il rapporto tra la Sua Misericordia e la Sua Giustizia. Chi avesse curiosità o perplessità al riguardo può, ad esempio, consultare utilmente il Diario di Santa Faustina Kowalska, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. Tale Santa, oggi a tanti nota, è vissuta tra il 1905 e il 1938, ed è stata definita da Gesù stesso come “la segretaria della Mia Misericordia”, dacché le dettava quanto a noi pervenuto. Anche nelle rivelazioni a lei date, Gesù spiega che chi non accede alla Sua Misericordia fa poi i conti con la Sua Giustizia.
Simili rivelazioni troviamo, continuando con gli esempi, ma affatto secondari, negli ampi scritti (36 volumi di Diario, più altri) della grande mistica e Serva di Dio Luisa Piccarreta, nata nel 1865 e morta nel 1947, di cui è in corso il processo per la beatificazione, scritti in parte curati e pubblicati, all’epoca, da Sant’Annibale Maria di Francia, anche coll’accorato beneplacito (per “L’orologio della Passione”) di papa Pio XII.
Le rivelazioni al riguardo sono dunque molte, concordi, credibili e credute, dalla Chiesa, dai Papi e dai Santi, nonché di stringente attualità. Sta a noi farne tesoro.
Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002
Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it
Foto copertina: credits by : Heliga_Birgitta_på_ett_altarskåp_i_Salems_kyrka.jpg: Hermann Rode (late 15th century) derivative work: Beao

