L’oro d’Italia fa gola a tanti.
Le riserve auree detenute da Bankitalia sono armai al centro di una furibonda contesa politica, sia interna che esterna al nostro paese.
Secondo la piattaforma online TRADING ECONOMICS che fornisce dati, statistiche, previsioni e notizie economico-finanziarie in tempo reale (https://tradingeconomics.com/italy/gold-reserves), le riserve auree italiane attualmente ammontano a 2.451,84 tonnellate (3° trim.’25).
Queste si sarebbero formate principalmente negli anni del “miracolo economico italiano” (fine anni ’50 e anni ’60). Sono passate dalle circa 402 tonnellate del 1957, ad oltre 2.500 tonnellate nel 1970. Negli anni successivi si sono stabilizzate, ed attualmente l’Italia è il terzo detentore ufficiale di oro al mondo dopo Stati Uniti e Germania.
Una quota importante (circa 140 tonnellate) nel 1999 è stata traferita da Bankitalia alla BCE per l’ingresso del nostro paese nell’EURO.
Ma di chi è l’oro d’Italia? Dello stato italiano o di Bankitalia, il cui capitale è detenuto anche da partecipanti privati (principalmente banche, assicurazioni e fondazioni)?
È il 6 agosto 2018 quando l’allora Onorevole Claudio Borghi della Lega (governo giallo-verde) presenta un disegno di legge per chiarire questo aspetto.
Il DDL non ha però vita lunga, dopo pochi mesi se ne perdono le tracce.
Oggi la questione è tornata alla ribalta con il Senatore Lucio Malan di Fratelli d’Italia. È suo l’emendamento alla legge di bilancio attualmente in discussione, che mira a definire la proprietà dell’oro d’Italia, attribuendola al “popolo italiano”, e specificando che Bankitalia semplicemente lo detiene e lo gestisce in autonomia.
Quella che doveva essere una mera formalità (in Germania, Francia, Paesi Bassi e Austria questa precisazione è già in vigore) si sta trasformando in un vero e proprio nodo politico in cui si giocano le sorti stesse della UE.
Ci aiuta a capire meglio i termini della questione un importante approfondimento del Prof. Daniele Trabucco (Costituzionalista) nel seguente articolo:
Vedremo come andrà a finire.
Noi intanto rimaniamo sul pezzo, consapevoli che in questa partita chi arriva secondo non vince l’argento, perde l’oro.
SatiLeaks by Gianfranco Colella
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