Il 15 marzo si celebra la giornata mondiale dei diritti dei consumatori, in quanto lo stesso giorno del 1962 il presidente degli Stati Uniti d’America, John F. Kennedy, tenne al congresso uno storico discorso nel quale elencò per la prima volta i diritti fondamentali dei consumatori.
Più in particolare, il presidente statunitense sancì il diritto:
1)alla salute (protezione dei consumatori contro i prodotti difettosi);
2)all’informazione (diritto dei consumatori ad avere dati completi e dettagliati per effettuare scelte consapevoli);
3)di scelta (possibilità di acquistare una varietà di prodotti a prezzi competitivi);
4)ad essere ascoltati (diritto volto a garantire una rappresentanza dei consumatori nelle decisioni politiche).
Sono trascorsi 64 anni da quel discorso e la strada che hanno fatto i diritti dei consumatori è stata veramente tanta.
In Italia, ad esempio, siamo passati da un vero e proprio deserto normativo ad avere un codice del consumo, che contiene tutta la normativa creatasi negli anni, soprattutto, su impulso del dritto comunitario.
Ed anche la giurisprudenza si è arricchita di tantissime sentenze in materia di diritto dei consumatori.
Ma tutto questo non basta.
Occorre, così come è avvenuto ed avviene in America, che i cittadini prendano consapevolezza non solo dell’esistenza dei propri diritti ma anche e, forse, soprattutto, del proprio ruolo sociale.
Sono i consumatori stessi che devono dare gambe ai propri diritti e farli evolvere e potenziare.
Ma procediamo prendendo in esame lo stato di attuazione in Italia dei 4 diritti fondamentali elencati dal presidente Kennedy.
-Per quanto riguarda il diritto alla salute, se la normativa, peraltro di origine comunitaria, relativa alla tutela del consumatore da prodotto difettoso, è soddisfacente, non si può dire altrettanto per la più ampia categoria della tutela del diritto alla salute.
Basti pensare alle liste d’attesa (spesso infinite), alla situazione nei pronto soccorso, alla necessità per i consumatori di rivolgersi sempre più spesso, almeno per chi se lo può economicamente permettere, a strutture private.
E questa è una grave lesione del diritto, peraltro costituzionalmente garantito, della tutela della salute.
-Il diritto alla informazione.
Anche esaminando la situazione in Italia relativo questo diritto fondamentale, la situazione non è rincuorante, anzi.
La violazione degli obblighi di informazione che molto spesso le controparti del consumatore pongono in essere è, infatti, un fenomeno ricorrente ed in continua crescita che, sbarca sempre con maggiore frequenza, nelle aule di Tribunale.
E questa è una sconfitta per il consumatore, in quanto è spesso costretto a promuovere dei processi per far accertare la violazione degli obblighi di informazione da parte del professionista/impresa ed il conseguente diritto al risarcimento del danno.
Ed anche in merito a questo aspetto non possiamo ritenerci soddisfatti;
-Il diritto di scelta tra una varietà di prodotti a prezzi competitivi, pur dipendendo dai singoli settori, spesso avviene.
-Il diritto ad essere ascoltati dalle istituzioni è, purtroppo, del tutto ignorato.
Ai consumatori, infatti, anche in forma associata, non è attribuito dall’ordinamento alcun potere di intervenire nelle scelte politiche che riguardano tale categoria sociale.
Se il bilancio relativo all’applicabilità concreta dei diritti fondamentali dei consumatori, enunciati dal presidente Kennedy, non è, in Italia, entusiasmante, altrettanto può dirsi per quanto concerne la nascita ed il consolidamento di una coscienza di classe da parte dei consumatori italiani.
E lo stiamo riscontrando tutti i giorni.
Basti pensare al recente fenomeno (di carattere negativo) del “caro carburante”.
Come consumatori, in Italia, ci limitiamo a lamentarci e magari a decidere di utilizzare di meno l’autovettura.
Ma questo non basta.
Occorre, così come avviene in America, che i consumatori facciano sentire la propria voce in modo forte, chiaro ed organizzato.
Solo in questo modo il dissenso si trasforma in pensiero critico e, quindi, in massa critica.
Da qui, dall’essere divenuti massa critica, i consumatori italiani dovrebbero cominciare, dopo aver prima imparato dai consumatori di oltreoceano, a fare lobbying (nell’accezione buona del termine) e farsi sentire nelle istituzioni, a tutti i livelli nei Comuni, nelle Regioni sino ad arrivare allo Stato.
Ma anche su questo versante la strada da compiere non è solo molto lunga ma è anche in forte salita.
I cittadini sono disamorati, raramente si appassionano alle battaglie sociali e, soprattutto, non si indignano più. È come se si fossero assuefatti a tutto ed avessero deciso di subire passivamente ed in modo rassegnato, le decisioni prese dagli altri.
Tornando all’esempio del caro carburante.
Qualche giorno fa, come Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, abbiamo lanciato l’allarme per l’impennata violenta del costo del diesel e della benzina ed abbiamo chiesto al governo di abbassare le accise sul carburante, la quale andando ad incidere anche sull’iva permetterebbe un notevole risparmio per i consumatori.
Ma questi ultimi, a differenza dei loro compagni di viaggio americani, hanno un approccio tiepido alla problematica, lasciandoci spesso, come Associazione Consumatori, a combattere da soli.
Il mio auspicio è, quindi, quello che l’anno prossimo, per lo stesso appuntamento del 15 marzo, il bilancio possa essere cambiato e, quindi, il consumatore abbia assunto i contorni del consumatore “militante” che possa, non solo far valere in giudizio i propri diritti, ma prima di tutto si informi per poi rivendicare a gran voce i propri diritti da solo o, preferibilmente, in gruppo.
Le rivoluzioni culturali e, quindi, anche giuridiche, nascono sempre da una presa di coscienza di carattere collettivo.
Ed è alla formazione di questa coscienza collettiva, alla quale aneliamo ed alla quale auspichiamo di arrivare, quanto prima, che, come Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” stiamo lavorando incessantemente.
Avv. Emilio Graziuso – Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca.
Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore“
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it
Foto copertina: immagine generata dall’AI

