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La Rivoluzione sessuale 

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Impurità, fornicazione, crisi della coppia e del matrimonio. Un punto di vista cattolico. 

Dopo la cosiddetta  “rivoluzione sessuale”, titolo di un suo libro del 1934, auspicata da W. Reich, psicanalista prima collaboratore convinto e poi eretico di S. Freud, tale rivoluzione si è realizzata in Occidente a partire dagli anni Sessanta del ‘900, sia per mezzo dei mass media capitalisti, che attraverso quei movimenti politici e culturali che volevano all’epoca essere antagonisti rispetto alla società borghese, ed erano invece anch’essi materialisti e laicisti, e quindi con una mentalità sostanzialmente simile a quella diffusa dall’élite capitalista, che i giovani di allora credevano o dicevano invece  di combattere. 

Questo spiega poi perché, finita la moda dei “movimenti” (sì perché era una moda, vedi pure le denunce artistiche di Giorgio Gaber), alla fine degli anni Settanta, tanti ex “militanti”, dagli hippies alla Nuova Sinistra sessantottina, si siano così tanto e facilmente integrati nella società borghese, avversata dai loro slogan giovanili. 

Da allora, e i laicisti lo fanno passare per un progresso, i peccati nella sessualità sono universalmente diffusi nella nostra società post cristiana e sono la prima forma di corruzione che interessa le anime, ormai a partire dall’infanzia, e dalla socializzazione, vieppiù precoce, dicono recenti ricerche scientifiche, all’impurità, innanzitutto grazie ai media e in particolare agli smartphone, con la relativa libera pornografia, poi mediante i rapporti extra coniugali. 

Da certi studi, ad esempio, risulta che i ragazzi ormai accedano a siti porno già dagli undici anni, con conseguenti danni allo sviluppo psicologico. 

Gesù nel Vangelo spiega che le anime dei peccatori convinti e praticanti, sistematici, non occasionali, sono infestate da demoni. 

L’esempio evangelico classico è Maria Maddalena, donna lussuriosa e non prostituta (vedi il Vangelo, le rivelazioni alla beata C. Emmerich, o quelle a Maria Valtorta), da cui Gesù ha dovuto cacciare 7 demoni. Dell’infestazione demonica, che non equivale a possessione, ma a pesante, costante, presenza e interferenza, Gesù ha parlato pure a molti altri Santi, ad esempio a Santa Brigida di Svezia, patrona d’Europa, e a Santa Teresa d’Avila, dottore della Chiesa. 

Con l’impurità, con la fornicazione, con la sessualità prematrimoniale, con quella matrimoniale non procreativa (e quindi peccaminosa, tutte prassi oggi pure di tante persone e coppie sedicenti cattoliche), si prepara non solo l’infelicità dei singoli, ma anche si attirano possibili guai e disgrazie, dice la Scrittura, tra cui la futura separazione della coppia: i demoni, furbi e cattivi, entrano nelle persone e ne influenzano la mentalità e la psicologia. Suscitano e alimentano quindi discordie e conflitti.

La parola diavolo significa colui che divide (dalla propria anima, da Dio e dal prossimo). Così spesso i demoni riescono pure a dividere quelli che prima hanno fatto accoppiare. Il peccato è dunque la peggiore base per un rapporto di coppia, oltre che per i rapporti sociali in genere. Le persone che vivono nei peccati, sessuali e non, interiormente, nella loro anima infestata, sono spiritualmente morte e psicologicamente sono di conseguenza spesso ansiose, depresse, criticone (la critica è una manifestazione implicita di aggressività, dice Freud), esplicitamente aggressive, sempre insoddisfatte, e tanto altro di asociale, triste e patologico. 

Quindi le persone in peccato hanno serie difficoltà ad amare davvero. Nei rapporti sussistenti nel tempo esse possono essere schiave delle medesime passioni, in primis lussuria, materialismo e superbia, possono dunque accoppiarsi e restare unite per questo, unendo a ciò pure altri interessi materiali (economici), e/o affettivi comuni (soprattutto se nascono figli), e/o ideologici, ma tutto questo senza vero amore profondo e senza vera pace interiore e di coppia, senza vera profonda unione spirituale. 

L’Amore vero viene da Dio, che abita nel profondo di ogni anima umana, e non resta oscurato nell’anima stessa se e finché essa è in comunione con Dio, finché è nella Sua Volontà, come capita spontaneamente ai bambini piccoli. 

Quello che oggi passa per amore è invece di solito pulsione, superficialità, calcolo e tossico-dipendenza, con tutte le relative conseguenze, anche psico-patologiche e violente, sempre più diffuse.

Le coppie e le famiglie, quando ancora sussistono, diventano così spesso aziende, nuove o rifondate, e i protagonisti le vivono con una mentalità economica, tipica della società capitalista, materialista, edonista, narcisista, egoista, che non ha mai fatto la felicità di nessuno, a cominciare dai figli.

Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002

Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino 

Docente di Filosofia e Storia nei Licei

Professore a contratto all’Università di Cassino. Autore di pubblicazioni scientifiche

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