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La Biblioteca del lavoro: Daniel Goleman

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Spunti di futuro. The drive of curiosity.

Legge di lavoro chi se ne occupa per mestiere. Legge di lavoro chi cerca una soluzione al proprio disagio e crede di trovare risposte alla proprie domande entrando nella vita professionale degli altri oppure acquisendo competenze di tipo psicologico. La vita professionale degli altri se tradotta in casi di studio può diventare una palestra per entrare in azienda allenati, cioè consapevoli delle dinamiche relazionali e organizzative.

I libri di Daniel Goleman sono diventati manuali di riferimento. E pronunciare il suo nome in certe ambienti è addirittura un must.

E’ citato con una frequenza molto alta dai formatori e dei selezionatori del personale. 

L’intelligenza emotiva fa la differenza nella vita quotidiana delle aziende. E’ un fatto.

Intelligenza emotiva. Istruzioni per l’uso. 12 passi per una nuova leadership”, edito da Rizzoli: è un manuale da consultare in modalità Daniel Pennac. Cioè in modo libero, anche a partire dalla fine.

La competenza tecnica, se attitudine e motivazione lo consentono, la si apprende attraverso l’applicazione. Le così dette competenze trasversali sono di lenta metabolizzazione. Molto più intrecciate con le pulsioni profonde degli individui rispetto alle hard skills

Il libro è da consultare al bisogno; da sfogliare a ritroso per soffermarsi dove l’interesse si àncora perché attratto dal magnete della motivazione e forse dell’esperienza quotidiana.

Se solo una bassa percentuale della classe dirigente aziendale italiana riflettesse davvero sui messaggi forti di Daniel Goleman il clima organizzativo delle aziende italiane sarebbe migliore. 

Proponiamo qui una lettura randomizzata e modulare. Al bisogno e quanto basta: importanti le andate e i ritorni fra i capitoli. La nostra è una presentazione parziale e un invito ai candidati e ai selezionatori a considerare il libro-manuale come riferimento per i colloqui di lavoro ma anche per il mantenimento di una equilibrata giusta distanza con l’azienda una volta iniziato il rapporto di lavoro.

Adattabilità

“Flessibilità nella gestione del cambiamento”. Senza esserne sopraffatti. Un’organizzazione è un sistema dialogante di elementi in trasformazione e in relazione con l’ambiente esterno, con il quale scambia energia.

Adattabilità: non significa accettare tutto, al limite della schiavitù. Adattabilità significa avere una conoscenza realistica del contesto organizzativo e cercare di negoziare dialogo e appartenenza con il gruppo e con le sue istanze. L’adattabilità è collegata all’autocontrollo e alla positività. 

Un leader esprime l’adattabilità nella sua predisposizione alla valorizzazione del gruppo di lavoro e dei talenti individuali, quindi è attento alle proposte di innovazione. 

Agli antipodi dell’adattabilità, la rigidità: impedisce al leader di accettare l’innovazione e il dialogo con i collaboratori brillanti. La rigidità costituisce un blocco al cambiamento e all’evoluzione organizzativa. 

Non è questa la prima competenza trasversale affrontata da Daniel Goleman, nel manuale. Ma è centrale.

Fondamentale soprattutto la consapevolezza del limite e del confine dell’adattabilità. L’adattabilità cessa di essere una competenza produttiva quando diventa eccessiva e quando si traduce nell’adesione acritica e avalutativa alle richieste organizzative. Non lo scrive, Daniel Goleman. Ma lo suggerisce.

Positività

Non è un’attitudine. L’autore dopo poche pagine dedicate alla positività cerca di localizzarne l’attitudine nel bozzolato grigio. Come in altri capitoli del libro, mostra la parte del cervello interessata dalla positività: corteccia prefrontale sinistra. Dove si specializza anche la funzione dell’attenzione. Aggiunge: la si può sviluppare semplicemente mettendola in pratica. Il caso di studio citato è simpatico ed eloquente. Un venditore telefonico di assicurazioni viene preso a male parole dalla maggioranza delle persone contattate; molti gli chiudono il telefono in faccia. Lui non demorde. Ma ascolta e impara dal tipo di risposte ricevute e prova a cambiare la comunicazione, trasforma l’approccio. Elabora una mappa mentale delle reazioni e a queste associa un ventaglio di possibilità per mantenere il contatto telefonico, finalizzato al dialogo e alla stipula del contratto di vendita. In un tempo breve, il venditore diventa uno dei migliori professionisti nel suo settore. 

Per negativa che sia la situazione nella quale ci si trova porta sempre con sé un patrimonio che raffina la conoscenza. Vivere stanca, non sempre è facile. Ma vivere è comunque interessante e porta con sé spunti di futuro. E’ l’unico film personale concesso. Daniel Goleman nel manuale lo insinua tra le pieghe di ogni sua osservazione. Il curioso, primo fra tutti, è proprio lui.

Autocontrollo emotivo

Significa osservare se stessi, modulare le caratteristiche personali nei contesti organizzativi tumultuosi, cioè caratterizzati da fenomeni di emotività forte. E garantire equilibrio emotivo. Daniel Goleman descrive casi di studio affrontati insieme alla sua equipe in modo puntuale. Ma la frecciata più appuntita la destina ai leader, cioè ai sedicenti tali. E – senza mezzi termini – indica la svalutazione e la sottovalutazione rivolta a un collaboratore come una delle cause certe della ricerca di un altro lavoro oppure delle dimissioni, oppure della sbiadita motivazione al lavoro dei componenti del team.

L’autocontrollo emotivo è importante per ogni lavoratore, in qualunque posizione si trovi, ma è fondamentale per un leader che voglia essere considerato tale nella percezione emotiva e cognitiva dei collaboratori e nella fattualità quotidiana delle azioni di lavoro. 

La giusta distanza temporale e l’obiettività dell’analisi del contesto permettono di raffreddare le reazioni emotive e di mantenere l’equilibrio della razionalità. E’ la competenza trasversale più forte di un leader, questa. Perché presuppone la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di negoziazione e di risoluzione e superamento delle tempeste organizzative. 

Influenza

La leadership è l’arte di fare un buon lavoro attraverso gli altri.” L’influenza è il mezzo più diretto per raggiungere l’obiettivo. Fare un buon lavoro attraverso gli altri non dovrebbe significare: usare gli altri, ma dare spazio all’espressione dei talenti nella cornice organizzativa. Essere influenti presuppone empatia, positività e adattabilità. 

La capacità di influenzare è una competenza da costruire. Richiede una conoscenza reale e fredda del gruppo di lavoro e il coinvolgimento dei collaboratori nel processo di comunicazione delle decisioni e delle trasformazioni organizzative. Daniel Goleman cita il caso di un collaboratore che presenta la propria candidatura per una posizione interna inadeguata rispetto alle sue attitudini. Il leader gli permette di arrivare alla fase finale della selezione. In questo modo raggiunge diversi obiettivi. Primo obiettivo: non lo umilia; secondo obiettivo: il collaboratore diventa il portavoce della motivazione alla base della nuova assunzione e facilita il processo di onboarding.

Il suggerimento dell’autore per aumentare la propria influenza si pone nel solco della comunicazione. Il caso studio riportato percorre la costruzione di una strategia comunicativa orientata a condurre l’azienda ad investire nell’installazione di impianti idrici in un Paese africano. La documentazione presentata è la sintesi del lavoro di contatto con le comunità locali e di raccolta informazioni condotto sul campo coniugate con un piano d’azione concreto per la realizzazione del progetto.

Al confine delle discipline

L’approccio di Daniel Goleman si pone sul confine di diverse discipline: psicologia, neuroscienze, teoria dell’organizzazione. Una competenza caleidoscopica, della quale riesce a fare efficace sintesi nel suo messaggio costruttivo e generativo.

Conoscenza, concretezza, rispetto per le identità dei collaboratori e per quelle incontrate nel cammino organizzativo. 

Leader non si nasce. Lo si diventa. Attraverso la pratica di una costante curiosità intellettuale.

Coaching, mentoring e autovalutazione servono a promuovere l’evoluzione professionale. A partire da una solida certezza: so di non sapere.

Francesca Dallatana

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Daniel Goleman, Intelligenza emotiva. Istruzioni per l’uso. 12 passi per una nuova leadership, Bur leadership, Milano, 2025

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