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Home Cultura e società Libri Fidenza: Valentina Motta ha presentato il suo ultimo lavoro “DONNE, EROINE, MARTIRI DELLE FOIBE Storie al femminile sulla frontiera orientale (1943-1945)”

Fidenza: Valentina Motta ha presentato il suo ultimo lavoro “DONNE, EROINE, MARTIRI DELLE FOIBE Storie al femminile sulla frontiera orientale (1943-1945)”

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Accompagnata da una sequenza di slide e in continuo dialogo con Lamberto Colla, direttore della Gazzettadellemilia.it, Valentina Motta ha catalizzato l’attenzione del folto pubblico che si è riversato al ridotto del Teatro Magnani di Fidenza per ascoltare le storie e testimonianza raccolte dalla ricercatrice messinese ma veronese d’adozione.

Il “Giorno del Ricordo” a Fidenza ha avuto una coda letteraria di alto profilo con la presentazione del saggio letterario: “DONNE, EROINE, MARTIRI DELLE FOIBE – Storie al femminile sulla frontiera orientale (1943-1945)” di Valentina Motta.

Un libro che a dispetto delle aspettative, ha sottolineato Lamberto Colla direttore della Gazzettadellemilia.it chiamato a “dialogare” con l’autrice, sorprende per la costruzione e organizzazione delle testimonianze. Valentina è riuscita nella impresa di trasformare un saggio in narrativa, impresa assolutamente impervia ma qui riuscita splendidamente”.

L’evento, organizzato dal “Comitato 10 Febbraio”, ha portato sul palco del “Ridotto del Teatro Magnani”, anche la testimonianza di una figlia di esule giuliana. Presentata da Francesco Lanzidel locale comitato, Patrizia Candrini, non è riuscita a nascondere completamente le emozioni nel narrare dei racconti della madre, esule triestina, e delle sofferenze che la stessa cercava di celare ma che “gli occhi non riuscivano a nascondere”, perché conclude Patrizia, “un esule lo è per sempre”. A differenza degli emigrati che possono far rientro nei luoghi d’origine, agli esuli le radici sono state recise per sempre. 

Domenico Muollo, del “Comitato 10 Febbraio” e coordinatore della comunicazione di Fratelli d’Italia di Parma, è stato affidato il compito di portare i saluti ai numerosi convenuti e di introdurre l’incontro con l’autrice, sottolineando come i “femminicidi”, di cui tanto si parla quotidianamente, raggiungano vette di atrocità inimmaginabili durante i conflitti, come testimonia il libro di Valentina Motta.

Quella delle foibe, introduce Lamberto Colla, è una questione irrisolta nelle coscienze civili degli italiani. Una pagina di storia mai inserita nei libri di testo e ancora non digerita, nonostante il riconoscimento tardivo del “Giorno del Ricordo”, avvento con la Legge 30 marzo 2004, n.92.

Negati per oltre 50 anni, le atrocità del “Fronte Orientale”, ancora oggi trovano enormi ostacoli per ottenere il riconoscimento che meritano gli infoibati e i loro cari che non possono piangere su alcuna tomba. Non sono un caso isolato, infetti, le scritte comparse alcuni giorni fa sui muri nelle vicinanze di Via delle Foibe a Parma, dove si inneggia a “Tito” alle “foibe” e ovviamente si augura la “morte ai fascisti”. 

Al direttore della Gazzetta dell’Emilia, il compito di fare una rapida illustrazione del volume che si compone due parti principali: 

  • La prima inquadra storicamente la questione delle Foibe, che non è fenomeno esclusivo e limitato alla terra giuliana. In questa sezione già si introduce una prima narrazione di episodi che riguardano un iniziale gruppo di “Eroine” dal sottotitolo “Non solo Norma Cossetto”, quindi una parte dedicata alle AUSILIARIE e al caso specifico della BaronessaBarbara Hutterott e infine un capitolo dedicato a “Oltre la Frontiera Orientale”.
  • Una seconda parte invece è dedicata all’esodo giuliano e alla lotta per la libertà con il caso specifico di Maria Pasquinelli.

Valentina Motta in questo prodotto editoriale, propone un lavoro molto accurato, ricco non solo di dettagli, informazioni e testimonianze inedite di esuli ancora in vita.

Un libro che è una pietra miliare a testimonianza di uno dei periodi più drammatici della Seconda guerra mondiale, che non si è concluso con la fine del conflitto e anzi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, le popolazioni non fecero in tempo a gioire che quel fronte orientale divenne incandescente e, da quel momento, iniziò la “vera guerra” come dichiarato dalle innumerevoli testimonianze giunte sino ai giorni nostri. 

E’ proprio da quella fatidica data dell’8 settembre, che prende origine la narrazione di Valentina Motta, professoressa, dottoressa di ricerca, scrittrice, autrice di numerosi saggi, che con l’ausilio di alcune slide, esplora i fatti salienti del libro edito da “Passaggio al Bosco” e ampiamente corredato da approfondite appendici bibliografiche, filmografiche e sitografiche, raccolte anche personalmente e in collaborazione con una “rete”, che si è venuta a creare dall’estremo nord al profondo sud, composto da studiosi, ricercatori e organizzazioni di volontari che hanno contribuito a raccogliere, vagliare e certificare le fonti.

Non solo Norma Cossetto”, il simbolo delle “foibe” ma molte sono le figure iconiche di quel tragico periodo che a detta di Valentina “è composto da due momenti particolarmente significativi ovvero il 1943 e poi il 1945 e anche diversi anni successivi.”

L’autrice, dopo uno spaccato d’inquadramento storico e sociale dell’epoca, ha iniziato a narrare le vicende di alcune delle decine di “eroine” di cui è intriso il libro. Non poteva che prendere spunto, ovviamente, che da Norma Cossetto, anche perché la ricostruzione e le testimonianze provengono proprio dalla sorella Licia Cossetto, che caparbiamente ha condotto ricerche della verità, passando poi ai casi  Dora Ciok, Alice Abbà, e del caso della Baronessa Barbara Hutterott infoibata con la figlia e poi espropriata di tutto il patrimonio, composto da castelli, isole terreni e produzioni agricole e agroalimentari perché “introvabili i proprietari”, e infine di Egea Haffner meglio nota come la ragazza con la valigia e figura iconica degli esuli giuliani.

Come spesso accade, soprattutto quando la relatrice o il relatore riesce a catalizzare l’attenzione, le domande e le curiosità da soddisfare sono tante e la serata di Fidenza ha perfettamente confermato l’ipotesi.

Redazione

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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