Notizie recenti

| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
Home Attualità Italia Schillaci, l’azzeramento che azzera i cittadini

Schillaci, l’azzeramento che azzera i cittadini

image_printStampa

C’è una parola che si ripete ossessivamente nei comunicati ufficiali: stakeholder. Una parola che suona come inclusione, dialogo, partecipazione. E invece, sotto il velo patinato, spalanca le porte alle lobby più aggressive: quelle delle case farmaceutiche, quelle che da anni occupano in silenzio il campo della sanità pubblica, fino a colonizzarne le istituzioni.

L’azzeramento del NITAG da parte del ministro della Salute Orazio Schillaci non è un atto tecnico, non è una semplice riorganizzazione. È un gesto politico grave, che tradisce la logica costituzionale e calpesta la fiducia dei cittadini. Si liquida così, con un colpo di spugna, uno spazio di confronto scientifico per sostituirlo con un tavolo dove siedono i “portatori di interesse”. Ma di chi è l’interesse? Non dei cittadini, che vengono evocati come uno slogan e poi messi all’angolo.

La destra di governo, che si proclamava paladina della libertà e della verità, si rivela ancora una volta voltagabbana, incapace di difendere la propria autonomia. Altro che coraggio politico: si piega alle pressioni mediatiche, alle convenienze di partito e soprattutto ai conflitti di interesse che permeano da anni la sanità italiana. Un potere fragile che maschera la propria debolezza concedendo spazi decisionali a chi dovrebbe restare fuori dalle porte del ministero.

Quella destra che prometteva coraggio si rivela debole, divisa e pavida. Una destra che non osa difendere i cittadini né la libertà del dibattito scientifico, ma si trincera dietro slogan e cede alle paure mediatiche, temendo di apparire “eretica”. Così facendo, però, tradisce la sua stessa base elettorale e conferma la diagnosi peggiore: quella di una classe dirigente che non governa ma subisce.

Le pressioni interne sono state determinanti. Emblematiche le parole di Licia Ronzulli, esponente di Forza Italia, che ha dichiarato senza mezzi termini: “È fondamentale che chi siede in organismi così delicati sia coerente con l’evidenza scientifica”. Una frase che, dietro la veste neutra, suona come un monito e un avvertimento: fuori chiunque non si allinei alla narrazione dominante, dentro solo chi si piega al dogma. Altro che pluralismo, altro che confronto: qui si difende l’ortodossia come in una chiesa, e a vigilare ci sono i sacerdoti della “vera scienza”, pronti a scomunicare chi non si uniforma.

Ed è in questo clima che Orazio Schillaci, ministro della Salute, ha scelto di azzerare il NITAG. Un atto che viene spacciato per amministrativo ma che, nella sostanza, è politico fino al midollo. Non solo perché spazza via un organo che avrebbe potuto ospitare anche voci indipendenti e critiche, come quelle di Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, ma perché segna la resa definitiva dello Stato a logiche di pressione che non appartengono al cittadino, bensì alle lobby del farmaco.

Così, in nome della salute dei cittadini, si sacrifica proprio il cittadino. Lo si riduce a scudo retorico, a corpo vuoto e attorno alla carcassa, si consuma il banchetto delle iene della scienza compiacente, quella che non osa sfidare i padroni del farmaco.

L’Italia aveva bisogno di una sanità pubblica forte, trasparente, autonoma. Si ritrova invece con un ministero che abdica, un governo che tradisce e un cittadino che paga il prezzo più alto: quello dell’esclusione.

L’incubo del Covid non è finito, anzi siamo ancora in piena emergenza per decreto fino al 31 dicembre di quest’anno.

Andrea Caldart

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità