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Sardegna sotto assedio: l’incubo dell’Einstein Telescope tra dubbi, malattie e leggi sospette

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La Sardegna sta vivendo un’estate rovente. Ad infiammare la tensione non sono solo le alte temperature stagionali, ma qualcosa di ben più oscuro: un fuoco incrociato fatto di interessi esterni, silenzi istituzionali e operazioni poco trasparenti che mettono in pericolo l’integrità del territorio e il futuro delle sue comunità. Al centro di questa spirale di inquietudini si staglia minaccioso il progetto dell’Einstein Telescope, una mega infrastruttura scientifica che, secondo le promesse, dovrebbe studiare le onde gravitazionali. Ma sarà proprio quella la sua funzione?

Dietro il paravento della scienza e del progresso, l’installazione dell’Einstein Telescope nella zona delle ex miniere di Sos-Enatos vicino a Lula, appare sempre più come un’imposizione calata dall’alto, in perfetto stile coloniale. La Sardegna, ancora una volta, sembra essere trattata come una terra da sfruttare per interessi che poco o nulla hanno a che vedere con il benessere dei suoi abitanti. Infrastrutture, laboratori, recinzioni, limiti sempre più estesi: tutto appare come una vera e propria militarizzazione del territorio, travestita da progetto di ricerca.

È preoccupante il fatto che, mentre l’area d’influenza dell’opera si allarga fino a raggiungere un raggio di 40 chilometri, emergano fenomeni inquietanti e del tutto coincidenti nel tempo. Da circa due settimane, in alcune zone circostanti si segnala l’apparizione di dermatiti tra i capi bovini, una situazione che ha spinto la Regione Sardegna a prendere provvedimenti drastici: abbattimenti immediati degli animali malati e vaccinazioni di massa per quelli ancora sani. Il tutto senza che sia stata avviata un’analisi accurata sulle cause effettive delle patologie e senza valutare metodi alternativi di cura.

Colpisce che, in altre regioni del mondo, si sia riusciti a contenere simili episodi con trattamenti meno invasivi e meno distruttivi. Invece, qui, l’unica soluzione adottata è il vaccino, proveniente, a quanto pare, dal Sud Africa, sollevando interrogativi sulla reale urgenza sanitaria e sull’effettiva sicurezza dei preparati utilizzati.

A rendere il quadro ancora più inquietante è il contesto normativo che circonda tutto questo. Leggendo attentamente le “Disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR” (Decreto-legge del 14 aprile 2023), all’articolo 47, commi dal 9-ter al 9-sexies, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una norma fatta su misura per facilitare insediamenti come l’Einstein Telescope, bypassando opposizioni locali e vincoli ambientali. Un’operazione chirurgica, calcolata e premeditata, che sembra avere un solo obiettivo: annientare ogni forma di attività economica o agricola che potrebbe ostacolare l’avanzamento dell’opera.

È proprio in questo clima di sospetti e opacità che è intervenuto il NOE dei Carabinieri, chiamato a fare chiarezza su cosa stia realmente accadendo nei territori interessati. Perché, se l’Einstein Telescope rappresenta davvero un’opportunità scientifica e di sviluppo, perché allora tante reticenze, forzature e reazioni sproporzionate?

Il rischio, sempre più concreto, è che sotto la bandiera della modernità e della ricerca si nasconda un altro tentativo di conquista silenziosa della Sardegna, un esperimento non solo scientifico, ma sociale e ambientale, volto a svuotare intere aree e trasformarle in deserti industriali controllati da pochi interessi.

La Sardegna non può essere ridotta a laboratorio o discarica di Stato o di altri Stati. È tempo che i cittadini, le istituzioni locali e i movimenti civici alzino la voce e pretendano trasparenza, partecipazione e rispetto. Il progresso non può essere costruito contro le comunità. E se dietro l’Einstein Telescope si dovesse celare davvero un piano per spazzare via attività agricole, economie tradizionali e autonomia territoriale, allora non è solo legittimo, ma doveroso, essere preoccupati.

Questa non sarebbe scienza, ma prevaricazione.

Andrea Caldart

Link utili:

https://documenti.camera.it/leg19/dossier/testi/D23013b.htm?_1683713234276

https://documenti.camera.it/leg19/dossier/testi/D23013b.htm?_1683713234276#_Toc133936029

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