Negli ultimi anni la Sardegna vive una stagione complessa e densa di trasformazioni. Al centro del dibattito pubblico si colloca la questione energetica, un tema che intreccia sviluppo, ambiente, economia e diritti delle comunità locali. Tra progetti imponenti, investitori esterni e cambiamenti imposti con tempi rapidissimi, si fa sempre più forte la percezione che l’Isola stia attraversando una nuova forma di colonizzazione: non più basata su eserciti e amministrazioni, ma sulle logiche della produzione energetica e del mercato globale.
Ed è proprio da questo sentimento – fatto di preoccupazione, attaccamento alla terra e desiderio di autodeterminazione – che nascono i tanti comitati spontanei sorti in tutta la regione. Realtà diverse, ma unite da un filo comune: la difesa del territorio e della sua identità. Tra questi, il comitato Stop Colonizzazione Sardegna, che da tempo porta avanti un percorso di riflessione, informazione e mobilitazione civica.
Un evento itinerante per costruire consapevolezza
Il prossimo appuntamento del comitato si terrà il 6 dicembre a Capoterra, ospitato negli spazi accoglienti dell’agriturismo L’orto di zio Franco. Non una semplice conferenza, ma un incontro itinerante che si propone di attraversare i paesi dell’Isola per portare conoscenza, ascolto e confronto, con un approccio che privilegia la partecipazione dal basso.
La giornata si alternerà in momenti musicali, mostra artigianato e convivialità, e vedrà la presenza di voci significative del panorama culturale e giornalistico sardo:
- Il Prof. Francesco Casula, storico e studioso della lingua e dell’identità sarda, autore di numerose pubblicazioni tra cui quella dal titolo: “Carlo Felice e i tiranni sabaudi” dove evidenzia le infamia della dominazione sabauda, offrirà una lettura profonda dei processi culturali che investono la Sardegna.
- Il giornalista Simone Spiga porterà il proprio sguardo sui risvolti mediatici e politici della censura dell’informazione e presenterà il suo libro dal titolo: “La Spiga nell’occhio”.
- A presentare gli interventi sarà la Dott.ssa Silvia Spanu, portavoce di Stop Colonizzazione Sardegna e organizzatrice dell’evento.
- L’assemblea popolare avrà dei momenti musicali per coinvolgere i giovani, con la partecipazione degli artisti che sostengono la causa di: “Sto Colonizzazione”.
Tra energia e autonomia: una riflessione che riguarda il futuro
La Sardegna è oggi al centro di un grande interesse industriale ed energetico: campi e colline diventano potenziali siti per impianti eolici e fotovoltaici, mentre la rete elettrica viene ridisegnata per servire l’intero mercato nazionale ed europeo. Ma qual è il ruolo della comunità sarda in questo processo? Quale spazio hanno le amministrazioni locali, i cittadini, gli agricoltori, i pastori? Chi decide quale sia il “bene” per l’Isola?
L’incontro di Capoterra nasce proprio per affrontare tali domande, in un momento storico in cui la partecipazione popolare sembra tornare a essere una necessità più che un’opzione.
Un territorio che non vuole restare spettatore
La nascita di tanti comitati non è un segno di chiusura, ma di vitalità democratica. È la dimostrazione che la Sardegna non vuole restare spettatrice del proprio destino. In un mondo in cui l’energia “green” viene propagandata quale nuova frontiera strategica, l’Isola rivendica il diritto di scegliere, di essere protagonista, di conciliare innovazione e tutela della propria unicità e non essere il territorio nel quale permettere la speculazione finanziaria che invece si annida dietro le ingerenze delle lobbies di Bruxelles.
L’evento del 6 dicembre si inserisce, così, in un più ampio cammino di consapevolezza collettiva: un invito a fermarsi, riflettere e interrogarsi su quale Sardegna vogliamo lasciare alle generazioni future. Non contro l’energia o contro lo sviluppo, ma per riaffermare un principio semplice: nessuna trasformazione può dirsi sostenibile se non mettono al centro le persone, la loro storia, il loro territorio e la loro identità.
Andrea Caldart


