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“PsyEco”. Ritornano le limitazioni al traffico!

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Volano bombe a destra e a manca. Navi stracolme di Gas Naturale Liquido (GNL) che solcano i sette mari per alimentare le navi gassificartici che stazionano ai porti, piani di introduzione di impianti di Biometano insostenibili e senza le adeguate sicurezze d’impresa con rischi per i cittadini e le loro attività economiche oltretutto sostenuti da autorizzazioni semplificate e noi a piedi a meno che non vogliamo cambiare le nostre auto, ancora perfettamente efficienti, per convertirci al “dio” Green Elettrico.

PsycoEcologia in breve “PsyEco” sembra essere questa la malattia mentale che corre in Europa ai più alti livelli dirigenziali. Da un lato si costringono i cittadini a estremi sacrifici e dall’altro si consuma irresponsabilmente, dal terreno agricolo alla CO2, si distrugge l’intera filiera automotive e si obbligano i cittadini a acquistare nuovi mezzi di sempre minor durata e efficacia.

Gli italiani, come spesso accade, sono i più indisciplinati, e qualcuno dei nordici penserà che sono ritardati, che sono insensibili all’ambiente, anche perché sembra continuino ad apprezzare i rumorosi motori a scoppio, quelli che fanno vibrare il cuore e i timpani.  Il “rosso” dell’italia motoristica si espande trasversalmente sull’intero arco costituzionale. L’unico “rosso” amato anche dalla destra.

L’Italia è infatti all’ultimo posto per gli acquisti di auto elettriche nonostante gli incentivi governativi.

E allora per convincerli a cambiare le auto vengono introdotte sempre maggiori limitazioni alle libertà, non solo nei trasporti.

Così finalmente arriva l’autunno e si può dare una nuova stretta “PsyEcologica” per contrastare le polveri sottili, le PM10 (sfido chiunque a dirmi cosa sono) e il tempo di utilizzo delle auto si riduce sempre più drasticamente.

Da questa domenica saranno ancora i diesel euro 4 a essere banditi, ai quali vengono affiancate anche le vetture a metano e a GPL.

Nello specifico, in Emilia Romagna, dal 1° ottobre 2025 sono partite le limitazioni al traffico per i mezzi più inquinanti come previsto dal PAIR – Piano Aria Integrato Regione Emilia Romagna 2030.

La novità sostanziale è la restrizione per:

·       i veicoli alimentati a GPL/benzina o metano/benzina fino all’ EURO 2 (fino all’anno scorso il divieto era per gli Euro 1), non conformi alla direttiva 98/69/A CE e successive o alla direttiva 99/96/A CE e successive;

·       i ciclomotori fino all’ EURO 2 (in passato il divieto era per gli Euro 1) non conformi alla direttiva 2013/60/CE e successive;

·       i motocicli fino all’ EURO 2 (in passato il divieto era per gli Euro 1) non conformi alla direttiva 2003/77/CE e successive.

La promozione della sostenibilità ambientale, scrive la Regione Emilia Romagna, attraverso la riduzione di emissioni inquinanti nell’aria, si sostanzia attraverso quattro macro azioni: limitazione al traffico per i veicoli più inquinanti dal lunedì al venerdì, domeniche ecologiche, adozione delle misure emergenziali in caso di sforamento dei limiti di legge del PM10 e gestione impianti di riscaldamento.

Per chi possiede un’auto soggetta a limitazioni è possibile aderire al servizio Move – IN, con la possibilità di avere a disposizione un chilometraggio di percorrenza limitato, in base alle categorie dei veicoli, per muoversi.”

A livello europeo, secondo gli ultimi dati disponibili, riferiti ad agosto 2025, la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 19,4% in Francia, il 19,1% in Germania, l’11,5% in Spagna e il 26,5% nel Regno Unito. Nello stesso mese, l’Italia si era fermata al 4,9%, mentre Paesi come Belgio e Olanda registravano rispettivamente il 34,3% e il 34% di market share (da Euroborsa).

Noi italiani confermiamo, che nonostante una lieve ripresa incentivata e in attesa dei nuovi bonus connessi a ISEE, le auto elettriche non riescono a affrancarsi e a decollare come si pretenderebbe agli alti piani UE.

Con la scusa antiscientifica del clima in mutamento a causa delle azioni antropiche, l’Europa sta scavandosi la fossa e per accelerare il processo ha deciso di sostenere, irresponsabilmente, una guerra persa dal suo avvio.

Il dibattito sull’emergenza climatica – scrive Klima e Scienza  – si arricchisce di un intervento netto, dello scorso anno, da parte di Franco Prodi, fisico atmosferico di fama internazionale e già direttore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR. Durante un confronto televisivo, Prodi ha replicato con fermezza alle affermazioni del divulgatore scientifico Albertini, sottolineando la necessità di attenersi al rigore scientifico. “Ho partecipato a tutti i problemi che coinvolgono i servizi meteorologici. Io sono l’esperto unico, con le credenziali. Parlo solo con chi ha le mie credenziali, chi non le ha può star zitto. Se è un divulgatore, faccia il divulgatore”, ha dichiarato con tono deciso.

Alla domanda della conduttrice, Myrta Merlino,: “il cambiamento climatico c’è o non c’è?”, il fisico ha risposto: “il cambiamento climatico è connaturato, non può non esserci. Dipende dal Sole, dall’astronomia, dall’effetto di gravitazione degli altri pianeti e dai componenti dell’atmosfera. Io non nego il cambiamento climatico perché sono un fisico delle nubi: le nostre nubi adesso sono diverse”.

1.500 studiosi contestano le teorie sul cambiamento climatico by “gretinotti” e nessuno li interroga anzi vengono emarginati perché l’importante è indirizzare le pecore verso il recinto e gli asini alla guida delle auto.

Lamberto Colla – Direttore

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