Dal Giubileo della Speranza alla speranza che qualcosa di positivo accada nel nuovo anno.
Prima di tutto la speranza di Pace con la “P” maiuscola.
Non se ne può più, da troppo tempo, di ascoltare di genocidi, di giustificazioni del tipo di “Guerra Preventiva”, della conta di migliaia e migliaia di bambini, donne e uomini morti incolpevolmente.
Come incolpevoli sono i morti naufraghi della speranza. La speranza di raggiungere una terra promessa incapace di accoglierli con dignità.
Infine, auguriamoci che la “Guerra” si trasferisca alle demagogie autoreferenziali, al Politically Correct e all’ideologia Woke, a tutti quei principi inutili e dannosi, prima fra tutti l’ideologia “green”, quella antiscientifica che ha già minato le economie occidentali e che, se non vi sarà un rapido ravvedimento migliaia, se non milioni, di persone perderanno il posto di lavoro, i PIL imploderanno e i servizi al cittadino non saranno più sostenibili.
Il preludio del “Caos”.
Uno scenario inquietante che vorremmo restasse nelle trame dei film.
Così come un freno va messo alle sperimentazioni farmaceutiche e alle applicazioni su larga scala di prodotti medicinali sperimentali.
Che l’”uomo”, quindi, torni a essere al centro della politica e non lo strumento della politica delle emergenze che, con la scusa emergenziali, insinuando paure ancestrali si possano imporre divieti e limitazioni alle libertà individuali, appartenenti a altre epoche e a paesi lontanamente democratici.
Benvenuto 2025, a te sono legate le speranze di tanti, anzi tantissimi.
Lamberto Colla – Direttore

